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I tuoi numeri fortunati

Le grandi risorse del Data visualization


Tutti abbiamo dei numeri fortunati, che possono permettere di migliorare il futuro della tua organizzazione, servizio o azienda. Sono quelli che puoi raccogliere ogni anno dal tuo bilancio, dalla tua attività nell'ultimo periodo, dalla crescita rispetto all'anno precedente. I tuoi dati sono tra gli strumenti più preziosi che hai a disposizione e la cosa più sorprendente è che sono a portata di mano: quanto è cresciuto il tuo fatturato? E il numero dei tuoi donatori o clienti? Quanti e quali servizi offri? Come ne misuri l'efficacia?


Ma non sono importanti solo per misurare le tue performance: oggi voglio mostrarti come e perché è importante comunicarli.


Il valore dei fatti


Quello che sappiamo è che, mentre in periodi in cui il contesto è statico, immobile o debole, la risposta vincente è comunicare quanto sei bravo ad esplorare, innovarti e rafforzare le tue capacità, in momenti di incertezza, dubbio e preoccupazione per il futuro (proprio come la fase storica che stiamo attraversando), il tuo brand deve diffondere il suo valore rassicurante, confermare le certezze e insieme parlare di fatti concreti.


Quindi, mai come adesso è importante comunicare chi sei attraverso i tuoi dati. Ma, come dicevo, perché questi numeri e dati possano parlare da soli è essenziale che, oltre ad essere selezionati con cura, sappiano cogliere l'attenzione di chi guarda, vale a dire trasmettano non solo informazioni, ma anche emozioni e magari una narrazione.


Ecco a cosa serve il Data visualization.


Data visualization: molto più di una infografica


Probabilmente quello a cui sei abituato è ciò che comunemente è chiamato "infografica": una giustapposizione ordinata di dati e qualche icona, che serve a impaginare dei dati altrimenti noiosi e faticosi da leggere.


Il limite dell'infografica è che però col tempo è diventato un linguaggio standardizzato e semplicistico, impersonale, soprattutto perché continua a far riferimento a un immaginario di grafici a torta o a colonne e icone di stock.


Il Data visualization è invece il modo in cui un brand non solo informa, ma parla di sé, coinvolge il suo pubblico e se ne prende cura. Ti faccio capire meglio con alcuni esempi.


Un sistema unico di forme e colori


Il colore è il modo più classico per distinguere o evidenziare. Ma il requisito per ogni data design che si rispetti è mantenere riconoscibilità tra le grafiche e il brand di riferimento. Che succede però se il brand ha solo due colori? Non si può certo sceglierne altri a caso. Ecco che allora è fondamentale che tutte le forme grafiche corrispondano all'aspetto del logo, mantenendo dominanti i colori principali (ad esempio per i dati e i numeri più alti) e scegliendo altri colori complementari alle tinte dell'identità visiva.


Per il bilancio sociale di CSVnet, il Centro Nazionale per i Servizi al Volontariato, tutti le informazioni e i grafici sono stati disegnati come un sistema unico, in cui il legame con il logo si palesa nelle circonferenze e nelle forme arrotondate, ma anche nei colori vivaci a contrasto.

 

Nessuno vuole essere un numero


Il problema dei numeri e dei dati in generale è che, se lasciati soli, risultano freddi e impersonali. Se comunichi al tuo pubblico un traguardo, ma senza coinvolgere o ringraziare, senza restituire protagonismo a chi ti ha permesso di arrivare a quel traguardo, quell’informazione non raggiungerà la giusta temperatura.


Il Data-viz si basa, al contrario, sull'idea che i numeri debbano essere caldi, possibilmente raccontare una storia: in una espressione, "diventare umani".


Se riesci in questo compito per nulla banale, il destinatario non si sentirà uno tra tanti, ma consapevole e attivo, parte della squadra.


Uno degli esempi più vivaci in questo senso è di certo il racconto che Spotify ci fa ogni fine anno sui nostri ascolti preferiti e più numerosi.

Anche nel Bilancio Sociale di Antoniano dello scorso anno abbiamo scaldato i dati sulla raccolta e sulle attività dell'organizzazione, rendendo protagonisti dei grafici (al posto di fredde icone) i luoghi e le persone che sono state aiutate, grazie alla generosità dei donatori.

 

Dal dato al concept


Capita che a volte i dati siano molto complicati o troppo numerosi o ancora difficili da interpretare.

Fare sintesi è uno dei compiti specifici del designer, la cui missione è creare da un lato il concept più adatto alla complessità di certi argomenti (evitando rappresentazioni ovvie), dall'altro trovare la formula visiva più immediata perché le informazioni siano fruibili.


Una maestra nel campo è Giorgia Lupi, una Information designer, che da tempo non si preoccupa più di "semplificare la complessità" ma, grazie ad un grande talento e moltissima ricerca, ci entra dentro per tirarne fuori bellissime rappresentazioni. I suoi lavori sono pubblicati sulle più grandi testate internazionali, dal New York Times a El Pais. Qui puoi vedere due studi sulle sperimentazioni atomiche e sul cambiamento climatico pubblicati sul Bulletin of Atomic Scientists.


 

Uno sguardo diverso sulla pandemia


Quello dei dati e della loro analisi è un mondo in crescita rapidissima, anche grazie alle rivoluzioni algoritmiche e all'egemonia nascente del Big Data: un universo di cui stiamo pian piano conoscendo le dimensioni e le potenzialità, specialmente in questo tempo di pandemia.


Siamo stati tutti attirati infatti, al diffondersi del Covid-19, dalle molteplici informazioni e statistiche riportate dai media e dal web. Molti sono stati quelli che, oltre all'aggiornamento costante dello stato della pandemia nel mondo, si sono dotati di un sistema di visualizzazione efficace e funzionale. Alcuni, come la BBC, si sono preoccupati anche della ricerca di una armonia 'etica' ed estetica, forse proprio come bilanciamento al tono catastrofico di molte testate.


Quello che abbiamo scoperto è che il dato ha sempre più una funzione sociale. Ciò che infatti sembrava appartenere a una sfera scientifica (cosa c'è di più esatto dei numeri?) è diventato sempre più un focolaio di paure e conflitti, un marcatore della società, di Paesi liberi o reclusi, di periodi dell'anno aperti e altri di restrizioni.

Allo stesso modo, se vogliamo, in cui un numero di impressions rende un influencer più desiderato - e quindi di uno status più elevato - di un altro.


Ma, tornando ai dati del Coronavirus, Information is beautiful è una di quelle realtà che unisce design e riflessione etica, dedicandosi a rendere più chiare, informate e consapevoli le decisioni su questioni cruciali come l'alimentazione, la sostenibilità economica e, appunto, la pandemia.



Ora che sai tutto sul Data visualization, non resta che iniziare a raccogliere i tuoi dati e poi renderli bellissimi.

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