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Digital Neglect: stai respingendo i donatori con le tue stesse mani

Anche se il 60% del traffico web avviene da smartphone, solo il 40% dei siti è realmente ottimizzato per il mobile. C'è un termine esatto per definire questa voragine logica: digital neglect, ovvero negligenza digitale pura e semplice.

 

Se il sito della tua non profit costringe un potenziale sostenitore a ingrandire lo schermo con le dita per riuscire a centrare il tasto "dona", stai letteralmente chiudendo la porta in faccia a chi sta cercando di darti dei soldi.

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Ignorare l'infrastruttura digitale significa sprecare ogni singolo sforzo di comunicazione fatto a monte.

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Il percorso a ostacoli della donazione

Un utente non si sveglia la mattina con l'ossessione di fare un bonifico alla tua associazione. La donazione è il risultato finale di un percorso che attraversa diversi punti di contatto (i cosiddetti touchpoint). Parte da un post letto sui social, passa per un link, atterra su una landing page, richiede la compilazione di un modulo e si conclude con una transazione.

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Se in questo tragitto un link è rotto, una pagina non è costruita per guidare l'utente verso l'azione, o un form impone campi obbligatori illeggibili da cellulare, stai sabotando la tua stessa campagna. Hai speso tempo per emozionare e convincere le persone, per poi perderle in un imbuto tecnico rotto. Ogni minimo attrito in questo processo si traduce in un income mancato.

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L'esperienza utente è una questione di rispetto (e di cassa)

Smettiamo di parlare di User Experience come se fosse un concetto astratto da agenzia creativa. L'esperienza utente per una non profit significa una cosa sola: rispetto assoluto per il tempo di chi sta aprendo il portafoglio per sostenere la tua causa.

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Se una persona decide di finanziare il tuo progetto mentre aspetta la metropolitana, il tuo ecosistema digitale deve permettergli di completare l'operazione in trenta secondi netti. 

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Riparare i tubi prima di aprire l'acqua

Continuare a spingere contenuti su un sito che non converte è come versare acqua in un secchio bucato. È uno spreco di risorse inaccettabile.

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Il nostro primo intervento come partner strategico per la raccolta fondi digitale  è chiudere queste falle. Mappiamo il viaggio del donatore, scoviamo i colli di bottiglia e rimettiamo in asse la logica di ogni touchpoint. Solo quando il percorso sarà fluido, blindato e a prova di smartphone, accenderemo la macchina dei contenuti per portare traffico mirato.

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Smetti di perdere per strada chi ha già deciso di aiutarti. Scrivici e iniziamo a costruire un'esperienza di donazione che funzioni davvero.

Siamo al Festival del Fundraising.
Facciamoci due chiacchiere.

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